Curiosità e tradizioni

 

Diano Arentino in generale

  La storia

 

 

Descrizione generale

Diano Arentino, come altri comuni della vallata, fa parte della comunità montana ed è per questo motivo che si può assicurare la pregiatezza dell'olio extra vergine di oliva fornito nei frantoi e dai produttori della zona. Sicuramente una curiosità della zona si può trovare nel fatto che ovunque sorgono nuove costruzioni, come i villaggi - residence.
"Villacosta", "LeGinestre", "L'Uliveto" sono i nomi di tre nuovi complessi residenziali dove sono disponibili, oltre ad appartamenti bilocali e trilocali, anche vari impianti sportivi, tra i quali piscina, tennis, bocce e giochi per bimbi.
Per chi vuole visitare Diano Arentino anche dal punto di vista architettonico, monumenti ed opere d'arti, potrà soddisfare le sue curiosità. Chiese ed oratori sono sparse in tutte e tre le frazioni.
A Diano Arentino c'è la Parrocchiale di Santa Margherita (foto) e l'oratorio di San Antonino.
A Diano Borello troviamo la Parrocchiale di San Michele Arcangelo e l'oratorio di San Rocco ed infine ad Evigno si trova la Parrocchiale di San Bernardo e l'oratorio di San Martino.
Non mancano però delle rocche o castelli, il più esemplare è il rudere della torre dei Clavesana situato sul Pizzo d'Evigno.
Per quanto riguarda l'architettura civile troviamo il ponte medioevale sul torrente Evigno e su tutto il territorio c'è una forte presenza delle "caselle", le tipiche ed originali soluzioni architettoniche adottate dalla popolazione locale.
Per gli appassionati delle strade e dei luoghi panoramici non mancano itinerari di sicuro fascino e suggestione: lungo la provinciale che collega Diano Arentino a Pontedassio oppure seguendo la strada che prosegue per Evigno ed infine, per i camminatori più arditi, si può raggiungere il Pizzo d'Evigno dal quale si può godere di uno spettacolo indimenticabile e sereno. E non c'è da preoccuparsi se la passeggiata troppo lunga o troppo stupenda procura dei problemi: due giorni alla settimana è aperto l'ambulatorio medico e tre volte alla settimana è aperta la farmacia presso il palazzo comunale.

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Un po' di storia

In epoca Preromana la zona di Diano Arentino era abitata da tribù di Liguri Ingauni dedite alla pastorizia e all'agricoltura. La presenza, a monte dell'abitato di Arentino, di un luogo denominato "Castellà" fa presumere l'antica esistenza di un Castellaro, tipica fortezza degli Ingauni. Durante l'epoca Romana, che ha il suo inizio nel II sec. a.C., i boschi di questa vallata vennero consacrati alla dea Diana alla quale, probabilmente, venne dedicato un tempio nei pressi del paese.
Più tardi, nel 1172, Arentino, unitamente agli altri borghi della valle, si fusero dando vita alla Communitas Diani, la quale permise alla zona di vivere secondo gli usi e le leggi di "Diano, Arentino e Borello".
Una certa condizione di sottomissione permarrà a lungo nel tempo ma con la redazione di nuovi statuti la zona otterrà sempre maggiori autonomie e garanzie rispetto al Castello di Diano. Intanto la popolazione di questa zona aumenta sensibilmente: nel 1624 Arentino conta 500 abitanti, Borello 800 ed Evigno 200. Ed è proprio la popolazione che permette la costruzione delle numerose chiese ultimate in questo periodo con numerosi sforzi e molta fatica.
Nei secoli XI - XII ad Evigno viene costruita la Chiesa di San Martino, a Borello viene eretta e consacrata la parrocchiale di San Michele Arcangelo (foto).
Ad Arentino, nel 1469, la Chiesa di Santa Margherita è, sempre a Borello, la Chiesa di San Rocco nel 1658, edificata in adempimento al voto fatto dagli abitanti durante l'epidemia di peste del 1656 - 1657.
Il 1700 è, per questa vallata come per la zona circostante, un secolo di grandi scontri anche per il carattere decisamente temerario degli Arentinesi, i quali addirittura risposero con una risata al Regio Commissario che ordinava loro di consegnare alla sussistenza 600 rulli di legna spaccata e dichiararono che mai l'esercito del re avrebbe cotto il pane con la loro legna. Intanto gli scontri continuano e solo nel 1797 nasce la Repubblica Ligure e viene istituito il mandamento di Diano suddiviso in nove comuni tra i quali Diano Arentino e Diano Borello.
Con l'unità d'Italia, Borello ed Arentino passano sotto la diretta autorità del Regno di Sardegna, incorporati nel 1923 nel comune di Diano Marina .
Solo nel 1924, con Regio Decreto, viene istituito il comune di Diano Arentino comprendente gli abitanti di Arentino, Borello, Evigno, le parrocchie di Santa Margherita, San Michele Arcangelo, San Bernardo.
In seguito alle rappresaglie fasciste l'abitato di Diano Arentino verrà dato alle fiamme e distrutto completamente per poi riprendersi, subito dopo la guerra, e trasformarsi nel piccolo centro che è oggi con le sue incredibili risorse e capacità di presentarsi all'occhio sempre più critico del turista.

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