Curiosità e tradizioni

Borgomaro, centro principale della valle del Maro, trae le proprie origini dal più antico abitato posto sulla vetta della collina nell'area del castello. Un caruggio
Esso possiede un impianto urbano che non si ritrova nelle località limitrofe. Il suo tessuto e infatti un preciso reticolato ortogonale, con le case allineate a più ordini sino in riva al torrente, dove, in prossimità del ponte principale, si apre la piazza con la chiesa, dedicata a Sant'Antonio.
Essa ospita un polittico di pregevole fattura, opera di Guido da Ranzo, le statue in legno di Sant'Antonio e San Rocco e il pulpito in marmo policromo di stile barocco.
Esternamente, su un lato della parrocchiale, si aprono archi e loggiati con colonne in pietra, forse provenienti dal primitivo edificio religioso fondato nel torrente.
Diversi palazzi, affacciati sulle contrade e conservanti le antiche strutture, testimoniano ancora oggi la ricchezza di un tempo.
I lavatoi pubblici, ancora in funzione, disposti lungo un vicolo e ricavati su un a Gli splendidi ulivetimpio canale che attinge l'acqua direttamente dall'Impero, sembrano interpretare spazialmente l'importante contenuto di comunicazione sociale dell'uso collettivo dell'acqua. 
Alcuni antichi frantoi, "i gumbi", con le vasche di decantazione degradanti sin sull'acqua, rimangono a testimonianza di una secolare attività agricola esercitata dalla locale popolazione.
Proprio nei tradizionali frantoi o presso i singoli produttori si può degustare ancora oggi dell'ottimo olio extra-vergine ottenuto con metodi tradizionali di spremitura delle olive.
Su antica ricetta vengono preparati gustosi dolci quali pane di "San Rocco" e "baxin" al delicato aroma di finocchio selvatico.